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Come scegliere il dominio per il vostro sito

By 10 novembre 2015 20 Comments

La scelta del nome del dominio di un nuovo sito è molto importante, e potrebbe contribuire a determinarne il successo, sia attraverso i motori di ricerca che con il più classico passaparola. Ecco perché è bene effettuare una scelta ragionata, seguendo questi utili consigli.

Il nome del dominio dovrebbe essere il nome del sito

Far coincidere nome del sito e nome del dominio potrebbe sembrare una scelta ovvia, ma navigando per la rete e osservando i nomi e i domini dei siti presenti sul web, ci si rende conto di come non è sempre così, e di come a volte la fantasia abbia la meglio sulla razionalità.

Avere lo stesso nome per il sito e per il dominio è invece molto importante, anche perché quando le persone cercano di pensare ad un sito, lo fanno incominciando con il nome.

E se il nome del vostro sito è anche la vostra URL (ossia l’indirizzo web), sapranno già cosa digitare per trovarvi, evitando il passaggio di dover cercare il nome del sito con un motore di ricerca, e poi cliccare sul risultato per accedere al sito. (es. Subito.it)

Un altro problema in cui si può incorrere quando le due denominazioni non corrispondono è quello della concorrenza: se qualcun altro creasse un sito con il vostro nome commerciale mentre voi avete un nome dominio diverso, quel qualcuno si accaparrerebbe tutto il traffico diretto, ossia quello proveniente dalle persone che pensano di trovarvi digitando il vostro nome commerciale. Portandovi via traffico e potenziali clienti.

Un problema a cui si va spesso (sempre!) incontro quando si cerca di attivare un nuovo sito, è quello del dominio desiderato non più disponibile. A questo punto, ci sono diverse strade da percorrere, e una delle quali, e quella più auspicabile, soprattutto per aziende con una certa anzianità, nate nell’epoca pre-internet, è quella di cercare di acquistare il dominio dall’attuale proprietario.

Questo si può fare controllando tramite il “whois” a chi appartiene il dominio e cercando di contattare il proprietario, cercando di allettarlo con una buona proposta economica. Questo problema solitamente non accade con aziende nate in epoca moderna e internet-oriented, in quanto spesso si controlla l’esistenza del dominio contestualmente allo studio del nome dell’azienda, eseguendo una ricerca di anteriorità.

È meglio utilizzare nomi generici o nomi aziendali?

Tante persone sono persuase che sia meglio scegliere un nome generico per il proprio sito, ad esempio “macchineusate.com” se il business è una rivendita di auto usate, e questa tendenza viene confermata dai prezzi altissimi di vendita dei nomi generici. Questo approccio però non viene confermato dalla tendenza degli utenti internet che, sempre più esperti del funzionamento del mondo della rete, tendono oggi a raffinare le ricerche utilizzando, ad esempio, anche i nomi delle marche o dei modelli.

Quindi, se si possiede un’attività che vende qualcosa di specifico, il consiglio è quello di utilizzare quello specifico nome come nome del dominio, perché statisticamente quel nome è quello che la maggior parte delle persone utilizzerà per la ricerca sul motore o digitandolo direttamente nella barra dell’indirizzo del browser.

In più il nome, aziendale e del dominio, dovrebbe preferibilmente essere anche facile da ricordare, in quanto verrà più facilmente digitato rispetto a un nome macchinoso o difficile.

Nome lungo, nome corto, quale funziona meglio?

Il nome di un dominio può arrivare fino a 67 caratteri di lunghezza, quindi piuttosto di accontentarsi di un acronimo dal significato un po’ oscuro, tanto vale scrivere il nome per esteso, che vi renderà più visibili anche ai motori di ricerca.

La lunghezza del nome del dominio, in ogni modo, è un argomento molto discusso; optando per la versione corta risulterete molto più memorabili per gli utenti, mentre con una versione più lunga avrete una più facile indicizzazione presso i motori.

Sicuramente, ai giorni nostri i domini generici e corti sono già tutti occupati da tempo e ne rimangono ben pochi disponibili, quindi chi desidera un nome specifico deve per forza optare per la versione lunga, che contenga, possibilmente, alcune delle parole chiave per le quali volete essere visibili ai motori di ricerca.

Come per tante altre cose, quindi, la giusta misura sta nel mezzo, quindi un nome abbastanza articolato, ma che rimane comunque ben al di sotto delle 67 lettere disponibili, è la scelta più auspicabile.

Utilizzo dei trattini, pro e contro

Anche questo è un argomento molto discusso, vediamo qualche considerazione in merito, alcune a favore, altre contro.

I contro:

  • È facile dimenticarsi di mettere i trattini quando si scrive un indirizzo web: la maggior parte delle persone, infatti, tende a scriverlo tutto attaccato, senza spazi o altri elementi di divisione, ed è facile che così facendo capitino sul sito della concorrenza, che magari si è aggiudicata il nome dominio senza trattini.
  • Quando qualcuno raccomanda il sito a voce a un’altra persona, la presenza di trattini potrebbe portare a confusione e, come sopra, indirizzare involontariamente gli utenti ancora una volta, come sopra, al sito della concorrenza.
  • trattini sono scomodi da digitare, quello basso (il famoso underscore) ancora di più; semplificare è sempre meglio.

Veniamo ora ai pro:

  • Il trattino permette ai motori di ricerca di capire più facilmente l’argomento del vostro sito, grazie alla separazione più netta e intellegibile delle parole chiave. Questo facilita l’indicizzazione e migliora il posizionamento nelle serp.
  • Gli indirizzi senza trattini potrebbero non essere più disponibili da tempo, e il trattino vi permette di avere il nome che desiderate.

Dall’analisi dei pro e dei contro, se ne deduce che è consigliabile creare domini senza trattini o altri elementi, quando e dove è possibile.

E gli accenti?

Da due anni circa a questa parte c’è la possibilità di utilizzare anche le lettere accentate nei domini. Se è vero che questo permette di “accaparrarsi” tanti domini in più e di avere il dominio esattamente identico al proprio nome o brand aziendale, è anche vero che, per abitudine, l’utente medio nella maggior parte dei casi si dimentica di digitare le lettere accentate quando scrive l’indirizzo di un sito nella barra del browser. Così come per il trattino, quindi, anche l’accento rischia di indirizzare i potenziali clienti direttamente sul sito della concorrenza

Plurali e articoli

Quando il nome che si desidera registrare non è disponibile (e succede sempre più spesso per i nomi generici), vi verrà proposto automaticamente dal registar di utilizzare forme alternative, ad esempio utilizzando plurali e articoli. Se ad esempio volevate registrare “nomedominio.com” e questo naturalmente è occupato, il registar potrebbe proporvi di scegliere da un elenco simile:

  • nomidomini.com
  • ilnomedominio.com
  • ilmionomedominio.com

… e via dicendo.

In questo caso, se volete utilizzare una delle forme con l’aggiunta dell’articolo o del “mio/mia/”, è necessario che andiate a modificare il titolo del sito e/o il nome del prodotto o del servizio che offrite, rendendolo uguale a quello del dominio, per evitare confusione con la versione che già esiste in rete (dato che il dominio originario che desideravate è già occupato).

Per questo motivo, tendiamo a sconsigliare anche l’utilizzo della forma al plurale, in quanto statisticamente il primo tentativo che viene eseguito sulla barra del browser è al singolare, a anche in questo caso si invierebbero i propri potenziali clienti dritti dritti tra le braccia dei competitor.

Scegliere l’estensione

Tante persone che non riescono ad aggiudicarsi la versione com del nome dominio che desiderano si chiedono se valga la pena dotarsi di una delle tante, altre estensioni disponibili, come il .net. il .org. il .biz, oltre che naturalmente il nostro .it per i business italiani.

Se sia corretto o no propendere per una di queste opzioni, dipende tanto dal tipo di sito che si desidera creare o da che servizio offrirete. Se si possiede un’azienda locale, ad esempio un servizio di delivery alimentare, è più facile che le persone lo cerchino nei motori con l’estensione .it, che garantisce la presenza sul territorio italiano, contro un più generico e commerciale .com.

Riguardo alle altre opzioni, se è così importante per voi che il dominio sia esattamente quello che desiderate, allora piuttosto che non possederlo del tutto ci si può accontentare anche della versione .net o .org, anche se agli occhi dell’utente medio queste estensioni possono, passateci il termine, “valere meno” rispetto al classico .com.

Se si sceglie un’estensione diversa dal .com, come abbiamo fatto nel caso degli articoli, il suggerimento è di identificare il sito, verbalmente e graficamente, con la sua estensione.

Un esempio pratico: se il nostro sito è miosito.net, quando lo diffonderete, anche verbalmente, dovreste riferivi al sito non genericamente come al “Mio Sito” ma “Mio Sito punto net”.

Conclusioni

Sicuramente, il modo migliore per ottenere un dominio originale e non avere problemi di adattamento, trattini, plurali, estensioni minori è quello di incominciare con il nome del dominio, e da lì costruire il nome del sito, del prodotto o del servizio. Adattare retroattivamente un dominio al nome del sito può portarvi a perdere potenziali clienti lungo la strada, o regalarli ai concorrenti.
Se avete idea di creare un sito internet contattateci e vi offriremo una consulenza gratuita sulla scelta del dominio.

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